RISPARMIO IDRICO

La gestione sostenibile delle acque inizia tra le mura domestiche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA GESTIONE SOSTENIBILE DEL CICLO DELLE ACQUE

Il corretto uso delle risorse idriche è un obiettivo fondamentale cui tendono ormai numerose prescrizioni della legislazione ambientale comunitaria, nazionale e regionale. Risparmio idrico, riciclo, riuso sono parole chiave di una buona strategia di gestione delle acque, insieme, ovviamente al trattamento degli scarichi e alla restituzione all'ambiente naturale di acque non inquinate.

Sia alla scala del singolo edificio (in particolare se non servito dalle reti fognarie pubbliche) che a quella dell'agglomerato urbano, è necessario progettare ogni componente con il fine di ottimizzare il ciclo delle acque, in modo da ridurre i consumi e massimizzare il riutilizzo delle risorse. In generale, le tecniche di gestione sostenibile:

  • sono progettate per ridurre i consumi idrici (demand side management) e riusare acqua e fertilizzanti;
  • sono spesso basate sulla separazione alla fonte del materiale fecale, per garantire i massimi standard di sicurezza igienico-sanitaria ed evitare la contaminazione dei corpi idrici recettori;
  • sono flessibili ed adattabili alle diverse situazioni culturali e socioeconomiche, attraverso il ricorso a tecnologie semplici o complesse (high or low tech);
  • permetteno, in modo economico, il riuso delle acque, separando e trattando in modo differenziato le acque grigie, cioè la frazione delle acque domestiche non contaminata da materiale fecale;
  • adottano tecnologie applicabili in modo decentrato e capaci di essere molto efficaci a costi di realizzazione e manutenzione bassi.

Uno dei principi fondamentali di tale tipo di approccio sta quindi nel considerare le acque di scarico (siano esse reflue o meteoriche) come parte di un sistema completo e nell'esaminare non solo il trattamento e lo smaltimento, ma anche l'intero processo di consumo delle risorse idriche.

Per essere sostenibile, un sistema di gestione delle acque richiede un uso efficiente dell'acqua, in grado di evitare il ricorso a sostanze pericolose, riciclare le sostanze nutritive, trattare le acque reflue e meteoriche a costi contenuti e recuperare le acque trattate per usi domestici o per l'irrigazione. Così le acque di scarico, invece di essere considerate un qualcosa da eliminare, diventano una risorsa idrica. Tale approccio permette di progettare le varie parti allo scopo di ottimizzare il sistema nel suo complesso.

I punti principali su cui si fonda una corretta gestione del ciclo delle acque sono dunque il risparmio idrico, il recupero delle acque grigie, il riuso delle acque reflue e dei nutrienti in esse contenuti, il recupero e il riuso delle acque meteoriche e lo smaltimento sostenibile delle acque di dilavamento di aree urbanizzate.

 

IL RISPARMIO IDRICO

Numerosi sono gli interventi praticabili che consentono un notevole risparmio idrico e verso i quali si è avuto recentemente una crescita di interesse da parte sia del mondo scientifico che delle autorità competenti.

Esistono apparecchiature molto semplici che consentono di risparmiare fino al 50% sul consumo di acqua fredda e acqua calda. E' importante evidenziare che dimezzare i consumi idrici consente di risparmiare non solo acqua potabile, ma anche energia per riscaldarla, con un conseguente risparmio energetico (ed economico) e una diminuzione dell'inquinamento dell'aria e dell'effetto serra.

I dispositivi più semplici sono gli erogatori completi di diffusori e limitatori di flusso, da installare direttamente e in maniera semplice sui rubinetti di lavandini, cucine e docce. Questi dispositivi contengono dei limitatori di flusso e dei diffusori: i primi permettono di regolare il flusso dell'acqua in funzione delle necessità e della pressione; i secondi, basandosi sul principio "Venturi", consentono di creare una miscela aria-acqua, diminuendo così la quantità di acqua erogata senza alterare il livello di comfort. Oltre a permettere il risparmio idrico, questi sistemi evitano i depositi di calcare, riducono i costi di manutenzione migliorando la pressione degli impianti idrosanitari ed eliminano la mancanza di acqua calda nel caso di funzionamento contemporaneo di più docce. Inoltre, l'installazione non necessita di interventi tecnici.

Relativamente a rubinetti di servizi igienici o cucine esistono poi altre tipologie di dispositivi che permettono di ridurre sensibilmente i consumi idrici:

  • l'uso di rubinetti con leva monocomando (miscelatori) permette di regolare meglio e più velocemente il flusso dell'acqua e la sua temperatura, evitando perdite considerevoli;
  • l'installazione di rubinetti elettronici, con apertura e chiusura automatica, o di rubinetti con temporizzatore garantisce l'erogazione di acqua solo nei momenti di reale necessità; questi dispositivi sono particolarmente indicati in servizi igienici di locali pubblici, nei quali l'utente tende a prestare meno attenzione agli sprechi;
  • i rubinetti termostatici, particolarmente indicati per le docce, consentono di mantenere l'acqua alla temperatura desiderata, evitando così di sprecare acqua nella ricerca della temperatura voluta.

Per un'utenza standard di tipo residenziale che utilizza cassette di risciacquo di tipo convenzionale (da 9 a 12 litri per risciacquo), il 30% dei consumi di acqua potabile è riconducibile al WC: ciò evidenzia come l'installazione di cassette di risciacquo che permettano di ridurre i volumi di scarico possa costituire un notevole risparmio idrico. E' da sottolineare, fra l'altro, che per l'allontanamento delle acque reflue si utilizza acqua che è stata resa potabile: ciò comporta notevoli consumi di risorse economiche ed energetiche, oltre che la diminuzione della disponibilità di acqua di buona qualità per scopi dove è effettivamente necessaria.

Esistono diversi sistemi per il risparmio dell'acqua nell'uso dei WC. In generale, i moderni sistemi con doppio pulsante regolano le quantità di scarico a 6 litri, con interruzione opzionale a 3 litri, rispetto ad una cisterna convenzionale che utilizza per ogni risciacquo 9 litri; questi dispositivi arrivano a determinare un risparmio idrico del 60%, anche se in genere si attestano su un risparmio compreso fra il 35 e il 50% a causa del loro non corretto utilizzo da parte degli utenti. Nei casi in cui non è possibile sostituire le cassette, è possibile diminuire i volumi di risciacquo posizionando degli oggetti (per esempio bottiglie riempite di acqua) direttamente all'interno delle cassette. In alternativa esistono cassette di risciacquo con un unico pulsante, che permette però l'interruzione dello scarico in ogni momento. Livelli di risparmio idrico superiori possono essere raggiunti con dispositivi di scarico a pressione: tali sistemi, più complessi e costosi degli altri, sfruttano la pressione dell'acquedotto o di una pompa autoclave in modo da pulire il WC più efficientemente e con meno acqua.

L'obiettivo del risparmio idrico deve essere un elemento fondamentale anche nella scelta di nuovi elettrodomestici, su tutti lavatrice e lavastoviglie: tra i numerosi modelli esistenti in commercio è necessario individuare quelli che, in funzione dell'utilizzo previsto, garantiscono il minor consumo idrico.

Un caso particolare è costituito dai servizi igienici a disposizione di strutture ad accesso pubblico, nei quali la scelta di adeguati dispositivi può fornire risparmi idrici ed economici elevati. L'installazione di erogatori con temporizzatore o elettronici evita gli sprechi causati da rubinetti lasciati aperti, e si rivela perciò particolarmente indicata. Una notevole fonte di spreco di acqua è costituita dalla presenza di urinali di tipo tradizionale, nei quali si ha un flusso costante "a perdere" di acqua. Esistono al giorno d'oggi in commercio modelli di urinali in grado di fornire notevoli abbattimenti dei consumi: si va dagli urinali dotati di sensore elettronico, con apertura e interruzione automatiche dello scarico, a modelli funzionanti a secco. Questi ultimi, in particolare, essendo costruiti con materiali assolutamente non porosi, non richiedono flussi di acqua per la loro pulizia; se paragonato ad un sistema di urinale tradizionale ad acqua, un urinale a secco comporta un risparmio di acqua che varia da 50 a 150 metri cubi l'anno per unità, con tempi di ritorno dell'investimento di appena 2-3 anni.

 

Iridra ha progettato il sistema di gestione sostenibile del ciclo delle acque per il nuovo villaggio residenziale realizzato nel Comune di Preganziol (TV): il progetto ha previsto l'installazione di dispositivi di risparmio idrico alle utenze, il trattamento e il recupero delle acque grigie delle abitazioni, il trattamento e recupero delle acque meteoriche raccolte dalle superfici impermeabilizzate del complesso residenziale.

scarica la scheda descrittiva: Preganziol - gestione sostenibile del ciclo delle acque (pdf 765 kb)