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SISTEMI
DI FITODEPURAZIONE A FLUSSO SOMMERSO VERTICALE (VF)
La configurazione di questi sistemi è del tutto simile
a quelli a flusso sommerso orizzontale.
La differenza consiste nel fatto che il refluo da trattare scorre
verticalmente nel medium di riempimento (percolazione) e viene immesso
nelle vasche con carico alternato discontinuo, mentre nei sistemi
HF si ha un flusso a pistone, con alimentazione continua.
Questa metodologia con flusso intermittente (reattori
batch) implica normalmente l'impiego di un numero minimo di due
vasche in parallelo per ogni linea che funzionano a flusso alternato,
in modo da poter regolare i tempi di riossigenazione del letto variando
frequenza e quantità del carico idraulico in ingresso, mediante
ladozione di dispositivi a sifone autoadescante opportunamente
dimensionati o di pompe elettriche.

Le essenze impiegate sono le medesime dei sistemi
a flusso orizzontale.
Il medium di riempimento si differenzia invece dai
sistemi a flusso orizzontale in quanto non si utilizza una granulometria
costante per tutto il letto, ma si dispongono alcuni strati di ghiaie
di dimensioni variabili, partendo da uno strato di sabbia alla superficie
per arrivare allo strato di pietrame posto sopra al sistema di drenaggio
sul fondo. Questi sistemi, ancora relativamente nuovi nel panorama
della fitodepurazione ma già sufficientemente validati, hanno la
prerogativa di consentire una notevole diffusione dell'ossigeno
anche negli strati più profondi delle vasche, giacché la diffusione
di questo elemento è circa 10.000 volte più veloce nell'aria che
nell'acqua, e di alternare periodi di condizioni ossidanti a periodi
di condizioni riducenti.
I tempi di ritenzione idraulici nei sistemi a flusso
verticale sono abbastanza brevi; la sabbia superficiale diminuisce
la velocità del flusso, il che favorisce sia la denitrificazione
sia ladsorbimento del fosforo da parte della massa filtrante.
I fenomeni di intasamento superficiale, dovuti al
continuo apporto di solidi sospesi, sono auspicati per un primo
periodo, in quanto favoriscono la diffusione omogenea dei reflui
su tutta la superficie del letto, mentre devono essere tenuti sotto
controllo nel lungo periodo onde evitare formazioni stagnanti nel
sistema. Le esperienze estere (de Maeseneer, 1997) su tali sistemi
mostrano comunque che non si rilevano fenomeni di intasamento quando
si utilizza una alimentazione discontinua inferiore al carico idraulico
massimo del sistema con frequenza costante e quando si ha adeguato
sviluppo della vegetazione (lazione del vento provoca infatti
sommovimenti della sabbia nella zona delle radici e intorno al fusto,
contrastando i fenomeni occlusivi).

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