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La fitodepurazione come trattamento estensivo di inquinamento diffuso
Dalla metà degli anni '60 del secolo scorso le applicazioni in agricoltura di fertilizzanti e pesticidi sono fortemente aumentate tanto che la contaminazione agro-chimica delle acque superficiali e sotterranee è diventata un serio problema ambientale.
Gli effetti dell'inquinamento da agricoltura, che si riversano su acque superficiali e sotterranee, sono numerosi e includono: contaminazione dei sedimenti e loro deposizione, residui di pesticidi, eutrofizzazione delle acque di superficie e degradazione dei corpi idrici a valle. Questi effetti sono causati da fonti di inquinamento diffuse (NPS, Non-Point Sources), ritenute una delle maggiori cause dei problemi dei corpi idrici.
I composti azotati e i pesticidi costituiscono il problema principale per gli effetti che generano sulla salute pubblica e sugli ecosistemi e per il loro utilizzo ampiamente diffuso. E' da notare che, in genere, circa il 50% dei fertilizzanti azotati applicati ai campi viene perso nelle acque di drenaggio, primariamente sotto forma di nitrati NO3. Tutti questi agenti inquinanti raggiungono quindi in grandi quantità il reticolo idrografico superficiale.
Un approccio basato su trattamenti di tipo estensivo, realizzati mediante tecniche naturali di depurazione, si è dimostrato efficiente e capace di promuovere la riqualificazione dell'ecosistema agricolo, essendo improbabile che questi problemi si possano risolvere esclusivamente attraverso una gestione della situazione basata su trattamenti di tipo chimico.
Considerando che i sistemi di fitodepurazione possono ricevere anche occasionali carichi organici (per esempio derivanti da eventi di pioggia), essi possono essere considerati un potente strumento attraverso il quale l'agricoltura può addirittura creare benefici alla collettività: essa parteciperebbe attivamente al miglioramento in particolare della qualità delle acque e in generale della qualità dell'ambiente. |